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Tutto ciò che riguarda la coppia non è un segreto (anche se si esprime nel silenzio); è vissuto dai partner reciprocamente, quotidianamente e rimanda al rapporto con l’altra persona, ma anche con sé stessi. In questo diventa utile la terapia di coppia.

Riconoscere le nostre emozioni rispetto ad entrambi gli aspetti facilita la possibilità di trovare modi di vivere meglio con sé stessi e con il partner.

La terapia di coppia è uno spazio in cui i partner della coppia sono facilitati, grazie all’intervento del professionista, a parlare dei “reali” motivi delle loro difficoltà, agli aspetti personali coinvolti ed agli incastri che sembrano insormontabili.

Pertanto si tratta di una facilitazione a comunicare esprimendo emozioni e contenuti costruttivi, ponendo un limite invece alle comunicazioni distruttive e che portano esclusivamente al conflitto “chiuso” od alla depressione.

Spesso queste comunicazioni ed azioni distruttive sono dei tentativi di risolvere situazioni personali e di coppia che, invece che aiutare, complicano ed aumentano problematiche e vissuti negativi.

La terapia di coppia è indicato per coppie che vivano le diverse forme che il disagio può prendere nel corso di una relazione affettiva:

  • conflitti aspri e distruttivi;

  • apatia e depressione;

  • problematiche nella sfera sessuale, mancanza di desiderio o desiderio di intensità differente tra i partner;

  • difficoltà che emergono in fasi particolari della vita di coppia (rapporto con i propri genitori, perdita dei genitori, nascita ed educazione di un figlio, traslochi, cambiamenti professionali e lavorativi).

Trovo utile sottolineare tre ambiti in particolare che sono importanti da definire ed approfondire per la terapia di coppia:

  1. l’ambito della sfera sessuale e dell’intimità, ove, appunto è “svelante” considerare la sessualità personale e di coppia, come una delle espressioni dell’intimità possibile e vissuta tra i partner.

Le forme che “questa intimità difficile da vivere assieme” può prendere a volte coinvolgono il corpo, come nell’anorgasmia maschile e femminile (cioè la difficoltà od impossibilità di raggiungere l’orgasmo), nel vaginismo/dispareunia (dolori ed irrigidimento dei muscoli vaginali che rendono difficile od impraticabile un rapporto sessuale), nell’impotenza psicologica (difficoltà nell’erezione accompagnata da ansia da prestazione od altri vissuti negativi), nell’eiaculazione precoce.

  1. L’educazione dei figli, dove le difficoltà si riflettono sulrapporto di coppia e viceversa, ad esempio nella gestione dei ritmi di sonno e veglia, dell’alimentazione, nell’aderenza alle regole, nella gestione delle malattie e poi nel rapporto con gli altri bimbi e con le altre figure di accudimento/educazione (nonni, zii, maestre, tate).

  2. Il rapporto di interazione/equilibrio con le famiglie di origine, ad esempio quando i problemi che già esistevano prima dell’incontro della coppia ora si riflettono sulla coppia, oppure quando i problemi nascono proprio nella coppia quando si gestiscono questi spazi.