Psicoterapia e psicoterapeuta, cosa e chi?

La Psicoterapia, come la sua etimologia racconta, significa cura, guarigione della psiche, ovvero di quell’alito di vita che ci caratterizza da vivi, dell’anima; nella concezione moderna e scientifica diviene “cura della mente”, ritenuta quella sorta di complessità che permette la comunicazione tra persona e mondo.

Cosa significa curare la mente, quell’alito di vita, quel soffio vitale che gonfia le vele delle nostre esistenze e dei nostri progetti e cosa significa curarla attraverso la Psicoterapia?

Uno Psicoterapeuta non è un medico; pur conoscendo l’anatomia, la fisiologia e lo sviluppo del nostro corpo e delle sue parti (in particolare il Sistema Nervoso), non cura come curerebbe un medico. Non può infatti prescrivere medicine, dato che non è la sua competenza (può però consigliare di rivolgersi ad uno psichiatra se valuta che un supporto farmacologico sia utile).

La metodologia “clinica” dello Psicoterapeuta non è la clinica del medico, quella al letto dell’ammalato (l’etimologia di clinica, da klinik, in tedesco significa letto, capezzale).

E’ una clinica che passa per la persona, per quella persona unica ed irripetibile che si rivolge a noi, con la sua “mente” intesa come quell’insieme di processi affettivi, relazionali, che in ogni momento ci fanno sentire che “sono proprio io” a fare quello che faccio, a prendere le decisioni che prendo ed a vivere la vita che vivo.

Primi passi

Lo Psicoterapeuta raccoglie il racconto del motivo per cui la persona si è rivolta a lui ed aiuta (tramite domande mirate) a raggiungere una definizione del problema o della questione che la persona vive con difficoltà.

Per racconto non si intende un racconto esclusivamente verbale, ma anche l’insieme di tutti quegli aspetti “personali” che la persona porta con sé (il pianto, il silenzio, l’imbarazzo, il nervosismo, l’ansia in tutte le sue manifestazioni, l’orgoglio, la rabbia) e che possono aiutare a comprendere la persona che si rivolge a noi.

L’obiettivo della psicoterapia

L’obiettivo della Psicoterapia, che è stabilito assieme al paziente e condiviso come fosse una sorta di contratto, è quello di definire in termini personali ed interiori il problema che la persona si trova a “non riuscire ad affrontare”. Infatti, se si riconosce una difficoltà e le si dà il significato che già possiede, questa è maggiormente affrontabile.

Riconoscere una difficoltà non significa ovviamente “riconoscere che non si riesce a.. o che non è possibile..”.

Riconoscere una difficoltà significa individuare quella parte di noi che va in crisi e che non ci consente di trovare una posizione risolutiva e costruttiva in quella situazione (relazionale, affettiva, esistenziale).

Questa definizione delle cose avviene durante i primi colloqui ed apre la possibilità di un percorso in cui la persona gradualmente comprende (prende con sé) le difficoltà che trova in quel momento della sua vita ed in fasi precedenti, per affrontarle e risolverle.

La comprensione e l’azione

La comprensione che si sviluppa in Psicoterapia non è una comprensione sterile. Non serve ad ingigantire i pensieri, non serve a pensare di più ed appesantirsi.

E’ una comprensione orientata all’azione, alla pratica, alla semplificazione.

In parole semplici serve a “trovare la via” per fare, comportarsi e decidersi, insomma per agire.

Psicoterapeuta e paziente, quale accordo?

La Psicoterapia è un percorso che prevede la partecipazione della persona, in un ruolo attivo in cui, a piccoli passi, possa riappropriarsi della propria vita, della sua possibilità di scegliere, di decidere, di non essere schiavo di automatismi che non comprende. Non si tratta quindi di un percorso in cui il terapeuta cura il paziente a sua insaputa ed esercitando un potere su di lui.

Raccogliendo le idee

L’obiettivo della Psicoterapia è pertanto la riappropriazione dell’interezza della propria vita, partendo dal racconto iniziale del problema e dai sintomi che la persona porta con sé (sintomi di ansia, sintomi da disturbo nell’alimentazione, sintomi depressivi o maniacali, rabbia, vissuti di vuoto od impotenza, pensieri ossessivi ecc..) per comprenderli e superarli: comprendere come mai quei sintomi si sviluppano proprio in quel momento della vita e cosa rappresentano, quale tipo di impossibilità per la persona, quale imbuto chiuso in cui fatica a muoversi.

Riscoprire la possibilità di progettare, di pensare, agire, di sentirsi sé stessi è una dolce scoperta.