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ESPERIENZE FORMATIVE E PROFESSIONALI 

Laurea in Psicologia Clinica e di Comunità presso la Facoltà di Psicologia dell’Università degli Studi di Padova;

Collaborazione con il Dipartimento di Sociologia dell’Università degli studi di Padova nelle ricerche,Le nuove macchine sociali. Giovani a scuola tra internet, cellulare e mode” e “New democracies in the Balkans: Voice to citizenship trough the independent media”.

Percorso di tirocinio ed addestramento presso i Ser.T. (Servizi per le Tossicodipendenze) di Taranto e di Ciampino;

Collaborazione lo Sportello “Infoazzardo” del Comune di Roma, Sportello di Assistenza e Cura dei Giocatori d’Azzardo Patologici;

Scuola di Specializzazione quadriennale in Psicoterapia presso l’IPRA (Istituto di Psicoterapia Cognitivista Post-Razionalista di Roma);

Percorso di tirocinio di specializzazione e di collaborazione con il C.S.M. (Centro di Salute Mentale) di Frascati;

Corso di formazione agli incarichi di CTU (Consulente Tecnico di Ufficio) e CPT (Consulente Tecnico di Parte) presso I.S.F.A.R. (Istituto Superiore di Formazione, Aggiornamento e Crescita).

1° e 2° livello di formazione in EMDR (Eye Movement Desensizitation and Reprocessing) con Isabelle Fernandez presso EMDR Italia;

Corsi di Perfezionamento in “Metodologia Clinica Psicoterapeutica”, presso l’A.R.P.C.I. (Associazione per la Ricerca in Psicoterapia Cognitivo-Interpersonale).

Tutte le esperienze professionali che ho vissuto e continuo a realizzare si indirizzano verso la “comprensione” della “persona”.

Una utile comprensione dell’individuo non può essere solamente una comprensione empatica nel senso “io ti capisco”. Infatti per aiutare la persona a riprendere in mano le proprie possibilità e prospettive (sempre aperte) è necessario aiutarla a comprendersi, cioè a comprendere quale è il reale motivo per cui sta male e non riesce ad agire per stare meglio. Ad esempio non sono motivi “non ci riesco” o “non posso”.

In questo senso la psicoterapia cognitivista, in cui mi sono specializzato, mira a gettare luce su ciò che, all’insaputa della persona stessa, la mette in difficoltà e produce il sintomo psicologico (ansia, umore depresso e quindi depressione nelle sue varie forme, insicurezza ed attacchi di panico, come i vari disturbi dell’alimentazione, anoressia bulimia e la pratica del vomiting, dipendenze , ecc).

Il motto è: comprendere per agire, per ricominciare ad agire e per affrontare ciò che mette in difficoltà.

Aver lavorato presso contesti diversi, spalla a spalla con le diverse figure coinvolte (psichiatri, medici, psicologi, psicoterapeuti, infermieri ed educatori) mi ha arricchito e mi ha permesso di osservare le diverse declinazioni in cui si può avere a che fare con una persona che richiede aiuto.

In questo senso il ruolo dello psicologo e dello psicoterapeuta non è quello di “fare le cose al posto del paziente”, ma quello di permettere alla persona in difficoltà di riconoscere la propria difficoltà al fine di superarla.

Infine, aver lavorato presso contesti tanto diversi come i Ser.T. nel settore delle dipendenze ed il C.S.M. (Centro di Salute Mentale) è stato importante per cogliere differenti manifestazioni di sofferenza e disagio e quindi coltivare quella apertura che permette di cogliere la persona aldilà del sintomo.