Nel disturbo ossessivo compulsivo la persona generalmente vive stati emotivi intensi, che entrano in conflitto con il suo sistema di valori e convinzioni e che tendono ad essere angoscianti. Tali stati d’animo invece di generare una presa di consapevolezza su quello che la persona prova, abbisogna o desidera, divengono una fonte di angoscia da neutralizzare. L’antidoto che l’individuo scopre nel tempo da solo, per sconfiggere il disturbo ossessivo compulsivo è costituito da rituali ed azioni (anche azioni mentali, e quindi pensieri immagini ecc.), che hanno l’effetto di tranquillizzare momentaneamente e sollevare dall’angoscia.

Questo antidoto temporaneo dell’angoscia (il classico effetto collaterale del disturbo ossessivo compulsivo) diviene però a sua volta un problema, in quanto irrinunciabile per l’individuo. Come tutto ciò che è irrinunciabile, tali soluzioni e strategie più o meno inconsapevoli, sono rigide ed invadenti per la persona o per coloro che hanno relazioni con lui. L’antidoto alla angoscia, cosi come per tutti i tipi di disturbo ossessivo compulsivo, è una comprensione di sé stessi e di quello che la persona prova rispetto al suo mondo relazionale, affettivo e progettuale. Una comprensione che permetta la generazione di azioni, progetti e risoluzioni.