Paura

La paura consiste in un’attivazione del nostro organismo che sentiamo sia sul corpo (cuore, sudore, pupille) sia mentalmente (pensieri). E’ come un segnale di allarme che facilita e mobilita una risposta dell’individuo e quindi la possibilità di affrontare e fronteggiare una situazione difficile, pericolosa od impegnativa.

Ha pertanto un valore adattivo, nel senso che vivendola come un segnale di pericolo, potenzialmente ci permette di prepararci o di reagire.

Dal film “l’attimo fuggente”: “la paura è come una coperta troppo corta, comunque ti giri ti lascia sempre qualche parte scoperta”.

Ci sono persone che manifestano un carattere “pauroso” e tendono generalmente ad essere concentrati su ciò che può minacciarli dal punto di vista fisico, relazionale, sociale; spesso sono portati a gestire la propria vita in modo sia da sfidare questa paura sia da mitigarla, abbassarla di intensità. In questo senso a volte non si rendono conto che l’essere focalizzati in primis sulla loro paura porta a “non vedere l’altro” oppure a vederlo in funzione della propria paura che è così così ingombrante.

Diversamente, la paura si può manifestare come una emozione dominante in un periodo particolare della vita, quando prima non era una emozione caratterizzante. In questo caso, per comprendere questo trasformazione, diventa necessario andare a ricostruire quello che la persona vive ed ha vissuto nella propria vita e nel proprio equilibrio particolare e che gli è apparso come un cambiamento minaccioso.

Ancora, a volte la paura è intrecciata al tema dell’autostima e dell’efficacia personale; in queste situazioni la paura diviene il riflesso di tali tematiche personali.

Si può provare la paura in maniera diretta e violenta, si può essere preoccupati senza motivo, si può essere costantemente in ansia, allarme o tensione oppure  paura ed ansia possono prendere altre forme.

Come consegue dalla varietà delle possibilità sopraelencate, differenziare le sfumature della paura e decodificarne il senso diviene fondamentale e permette alla persona di riappropriarsi dei suoi obiettivi e desideri.

E’ importante saper riconoscere le proprie emozioni, tra cui proprio la paura; riconoscere nel senso di sapere cosa significano per sé stessi. Quando questo non avviene è più facile che monti l’ansia, intesa come una sorta di necessità di dare una risposta a qualcosa che necessita una risposta (nei diversi campi, affettivo, professionale,), senza sapere però a cosa.

Riconoscere le emozioni, differenziarle, permette gradualmente di non temerle, anzi di appropriarsi con consapevolezza di sé stessi e delle potenzialità della propria vita.

 

Ansia e panico

La paura e l’ansia, quando appaiono senza senso, piovono sull’individuo come fossero un evento incomprensibile, invadendo e travolgendo ogni ragione. Diviene questa l’occasione per restituire alle emozioni il loro valore di “comprensione di sé stessi, ermeneutico”; ciò è possibile ricostruendo e recuperando lo sfondo della vita della persona che è costituito di relazioni affettive, progetti, idee su di sé, ecc.

E’ all’interno di tale sfondo personale che si rende possibile una situazione di allarme incomprensibile ed è all’interno di tale sfondo che determinate situazioni tendono a sollecitare queste reazioni.

L’esempio degli attacchi di panico è un ottimo modello per spiegare questa situazione; gli attacchi di panico, infatti, hanno nella loro definizione proprio la peculiarità dell’essere inattesi ed inaspettati.

Citando Shopenauer: “un lato caratteristico del timor panico è nel non rendersi chiaramente conto dei suoi motivi.. anzi nel far divenire eventualmente la paura stessa come motivo della paura”.

Insomma paradossalmente la persona pur vivendo intensamente la paura della paura, come spesso avviene nelle situazioni degli attacchi di panico, perde totalmente di vista ciò che genera quella paura che successivamente diviene panico. Per stare meglio è necessario affrontare e considerare ciò che genera e permette  la paura e non la paura stessa.

Generalmente si parla di ansia, per definire quel correlato corporeo/mentale che accompagna la manifestazione della paura (che si sente sullo stomaco, sul cuore, sulla pancia nella sudorazione delle mani, ecc.).

Parlare di sé stessi in termini di ansia e definirsi come una persona ansiosa può non bastare a comprendere quella particolare ansia, vissuta in quel modo e quella particolare paura e ciò non è possibile se non si ricostruisce lo sfondo particolare della propria vita (relazionale, affettiva, progettuale, lavorativa).

Disturbi d’ansia

Quando paura ed ansia si ripetono nel tempo e caratterizzano la vita delle persone per periodi continuati, allora si descrive questa situazione come disturbo d’ansia.

In questa grande categoria, nello specifico si distinguono i seguenti disturbi specifici:

Disturbo da attacchi di panico – quando il panico sommerge la persona e sembra scollegato dalla sua vita. Per tornare ad una condizione normale, bisogna ricostruire i nessi, i collegamenti tra panico, paura, ansia e la propria vita (rapporto con sé stessi, con gli altri, progetti, desideri, affetti). Ricostruire lo sfondo esistenziale dall’interno (cioè prendendo in considerazione quello che la persona prova) prima degli attacchi di panico ed in corrispondenza di essi permette di vivere con maggiore consapevolezza e lucidità i propri stati d’animo.

Fobie specifiche: paura dell’aereo, paura di guidare, paura dei cani, paura degli insetti, paura dei ragni, ecc..  Queste manifestazioni di paura che sono rivolte ad oggetti od attività specifiche, sembrerebbero sfuggire ad un significato particolare rispetto alla propria vita; quasi fossero paure sempre uguali a sé stesse, iniziate in un periodo della propria vita e poi mai interrotte. E’ invece importante riconoscere quanto una paura di tal genere nasca in un momento particolare della propria storia, che diviene importante ricostruire in tutte le implicazioni affettive e psicologiche. Inoltre, se la persona ha un buona energia nella propria vita, quella particolare paura si può vivere meglio. Se invece la fobia diviene intensa ed importante, è probabilmente un segnale di qualche aspetto di insoddisfazione o difficoltà che va aldilà della particolare fobia.

Disturbo da Agorafobia con o senza Attacchi di Panico – questo disturbo descrive la situazione in cui una persona si sente in forte disagio, fino ad arrivare a sperimentare il panico in situazione in cui sente di non poter avere aiuto o supporto ed in cui non vede una chiara via di uscita. Questo può avvenire nel mezzo di una piazza, come nella periferia di una città, in un ascensore, come in un luogo isolato od al contrario in un luogo molto affollato.

Smontare questi disturbi che si radicano nella vita della persona e persistono a volte per anni, trovando una parziale soluzione nella presenza di persone che aiutano l’individuo e lo accompagnano nelle situazioni che vive come critiche, significa restituire loro il significato che hanno all’interno della propria vita

Per fare questo la persona deve essere guidata a comprendersi ed a comprendere il proprio modo di essere nelle relazioni al fine di guadagnare una maggiore consapevolezza, comprensione e possibilità di agire; quindi sicurezza. In questo senso l’obiettivo è occuparsi non solo delle situazioni in cui è più frequente la sensazione di difficoltà, ma riscoprire il resto della propria vita affettiva e relazionale che è celata da questi sentimenti.