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Depressione

Come sentirsi “Escluso dal banchetto della vita” (James Joyce)

Gli stati depressivi della depressione coinvolgono l’individuo nei suoi aspetti emotivi (tristezza, rabbia), motivazionali (sentirsi senza energia e desiderio), cognitivi (pensieri negativi su di sé, altri e mondo) e negli aspetti corporei del sonno (troppo o poco) e dell’alimentazione (eccessiva o carente).

La tristezza è un’emozione che porta a volgersi verso sé stessi, quasi a sentire la mancanza dentro di sé; la mancanza di una persona, di una qualità, di un progetto. Generalmente tale ripiegamento su di sé si risolve, in tempi naturali, con una successiva apertura e rivolgimento all’esterno, sia nell’espressione del dolore, che nell’investimento di energie verso il mondo esterno. A volte però questo processo naturale si blocca.

Ad esempio ci sono persone cresciute con una sorta di tendenza a vivere la tristezza come uno stato d’animo frequente (invece che altre tonalità affettive) e con un senso generale di “doversela sempre cavare da soli nella solitudine”. Spesso vengono definite come persone malinconiche. Questo stato d’animo così frequente si lega ed accompagna scelte, decisioni e fasi della vita; quando, però, l’intensità della tristezza raggiunge un livello insostenibile e si accompagna ad un senso generale di incomprensione la malinconia può declinare in uno stato depressivo, in un disturbo.

Per altre persone, invece, che non appaiono a sé stessi ed agli altri come malinconici, uno stato depressivo può essere una reazione circostanziata, che scaturisce da eventi particolari, come la rottura di un rapporto, la denigrazione in pubblico, un confronto sentito come schiacciante, oppure può essere vissuto inspiegabile, incomprensibile.

In queste situazioni ed in molte altre che sono possibili e che osserviamo nella vita quotidiana con le persone, ricostruire in psicoterapia i significati della persona rispetto a sé stesso ed agli altri , rispetto a ciò che provano ed alle proprie potenzialità, diviene l’azione che facilità e sostiene quel naturale processo che risolve e distanzia i momenti e le reazioni depressive.

Disturbo Bipolare

Un disturbo ove a momenti e stati depressivi si alternano fasi di segno opposto, caratterizzate da un’energia intensa e quasi insopportabile, che chiede di essere sfogata. Gli stati di mania possono caratterizzare azioni eccessive e dannose per l’individuo e chi gli sta attorno (spese eccessive, decisioni non ragionevoli, azioni impulsive).

Per anni si è considerato il disturbo bipolare come incurabile, o meglio curabile esclusivamente con l’ausilio dei Sali di litio, che la persona una volta iniziati ad assumere, deve impiegare per tutta la vita. E’ invece di fondamentale importanza ricostruire il senso personale di questa alternanza di umore, rispetto alla storia della persona ed ai progetti e le energie che lo hanno caratterizzato in essa. In questo modo, si restituisce la giusta dignità all’individuo e pertanto la possibilità di appropriarsi di un senso dei propri vissuti e delle proprie azioni che si sono espresse in quella forma.

Lutto

Nel 1915 Freud nel suo famoso “Lutto e Melanconia” discute dell’importante somiglianza tra le reazioni personali ai lutti e lo stato melanconico; comincia anche a collegare lo sviluppo di un’inclinazione a reazioni melanconiche con le perdite vissute precocemente durante l’infanzia.

Il lutto è un evento, il lutto è uno stato d’animo, il lutto è un processo. Molti fattori possono influire sullo sviluppo di un lutto sano che, in quanto tale, permetta alla persona di distanziarsi dalla perdita delle persone care, senza sentire di perdere niente di quello che è stata la relazione e gli affetti vissuti. Quando questo processo naturale e che include la sofferenza viene a snaturarsi, divenendo insopportabile, cronico o negato (nel senso che non si prova niente), si introduce il concetto di lutto problematico o patologico.

In senso lato il lutto può consistere anche nella perdita di una possibilità, di un progetto, di un oggetto, che ci fornivano un sfondo di sicurezza, speranza, libertà o forza.

Nei casi in cui il lutto si manifesti come problematico o patologico, lo spazio di sostegno e psicoterapia diviene uno spazio in cui essere aiutati e supportati nel far fluire quel processo spontaneo e naturale senza il timore di perdere niente o di aumentare la propria sofferenza.

In questa direzione, la tecnica dell’EMDR è uno strumento utilizzato con profitto dai psicoterapeuti specializzati, garantendo la possibilità di integrare tutti quei frammenti di sofferenza e difficoltà (sensazioni, pensieri, affetti, immagini) che possono “frammentare” anche l’esperienza luttuosa della persona.